RCS Libri S.p.A. : Le particelle elementari - 1999


"Era la fine degli anni Settanta; lui e Bruno avevano vent'anni e si sentivano già vecchi. Era una sensazione destinata a continuare: si sarebbero sentiti sempre più vecchi, e ne avrebbero provato vergogna. Ben presto la loro epoca sarebbe riuscita a escogitare la seguente inedita trasformazione: annegare il sentimento tragico della morte nella sensazione più generale e apatica dell'invecchiamento."


Iniziare a leggere il romanzo di Houellebecq e aspettarsi un romanzo erotico (addirittura pornografico, si è detto) è davvero un errore. Testo complesso, ricchissimo, doloroso e denso di stimoli intellettuali, appare davvero la rappresentazione tragica del nostro tempo: una "commedia umana" della dissoluzione e della disperazione. Due fratelli, con alle spalle un'infanzia separata, per entrambi priva di affetti parentali (unica presenza affettiva una vecchia nonna), diventati uomini, ricuciono tra loro un rapporto che non si può considerare davvero fraterno, almeno per quanto riguarda i sentimenti, ma almeno di confidenza saltuaria. Sono due persone estremamente diverse. Il fratello maggiore, Bruno, è succube del sesso in modo patologico fin dalla prima adolescenza. Il passare degli anni accentua le perversioni da cui è dominato fino a ridurlo totalmente incapace di condurre una vita normale, almeno in apparenza, e a costringerlo alla reclusione in un ospedale. Le pagine del romanzo che parlano di lui, e delle sue esperienze in questo campo, sono quelle che hanno suscitato maggiore scandalo e che hanno procurato a Le particelle elementari la fama di romanzo pornografico. Ma niente è più lontano dalla pornografia o dall'erotismo di queste pagine così fredde e quasi cinicamente prive di emotività. I luoghi in cui Bruno sperimenta la sua inappagata e inappagabile sessualità sono quelli che in genere non trovano spazio in letteratura: i privés, certi campeggi destinati al sesso libero, gli ambienti frequentati da scambisti e quelli delle orge borghesi. Un quadro devastante della contemporaneità di quella generazione di quarantenni che, dotati di un certo benessere economico, di una buona cultura, quasi sempre con un passato di sinistra e una diretta discendenza dal Sessantotto, mostrano tutto il vuoto esistenziale, la solitudine e la falsità delle giustificazioni filosofico-intellettuali che danno al loro agire. Corpi che offrono alla vista la decadenza e il disfacimento delle carni, orgasmi meccanici cercati per dare un senso all'esistere e non certo per energia vitale, incomunicabilità totale e rimozione del senso di morte che incombe su tutti. Questo è Bruno e la sua infame malattia. E poi c'è Michel, il fratello di poco più giovane, ma totalmente diverso da Bruno se non per la assoluta disperazione.
Il pensiero di Michel è possibile racchiuderlo in questa frase: "la competizione sessuale, metafora, tramite la procreazione, del dominio del tempo, non ha più ragione di esistere in una società dove la procreazione sia perfettamente organizzata". A che cosa quindi è possibile aspirare, quale via di scampo può esistere per questa disastrata umanità? Lo scienziato, e Michel è un ottimo scienziato, deve operare perché gli esseri umani si riescano a liberare dal tormento che le passioni suscitano, sia che si parli di sesso che di denaro. Oggi invece si vive in un mondo in cui "il sesso, una volta dissociato dalla procreazione, sussiste meno come principio di piacere che come principio di differenziazione narcisistica; lo stesso dicasi per il desiderio di ricchezza". La riproduzione va quindi ottenuta attraverso processi che prescindano totalmente dalla sessualità, gli uomini possono essere clonati in modo che abbandonino totalmente le debolezze, le fragilità che in tanta parte dipendono dal potere che il sesso esercita sull'individuo. Michel conduce una vita ascetica, nessun sentimento è contemplato nella sua vita che fin dai vent'anni è dominata dal senso ineluttabile della vecchiaia. Solo una ragazza si lega a lui fin dall'infanzia, è bellissima e infelice, otterrà da lui un distaccato affetto, perché nulla mai riuscirà a rompere lo schermo che separa Michel dalle emozioni.
Al libro, ricchissimo di spunti filosofici e di riferimenti alle analisi dei più significativi filosofi della scienza, non mancano cenni di sociologia o di economia tanto che, sia nei contenuti che nello stile, il volume rappresenta quasi un nuovo genere letterario che fonde saggistica e narrativa, testimonianza anche della capacità dell'autore di costruire una vicenda di ampio respiro, parabola dolorosa di una umanità disgregata che può sperare solo nella clonazione in una specie "perfezionata" per uscire dalla disperazione.


Le particelle elementari di Michel Houellebecq
Titolo originale: Les particules elementaires

Traduzione e note di Sergio Claudio Perroni
Pag. 316, Lire 30.000 - Edizioni Bompiani
ISBN 88-452-4098-3

Le prime righe



Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale, nella seconda metà del Ventesimo Secolo. Perlopiù solo, egli intrattenne tuttavia saltuari rapporti con altri uomini. Visse in un'epoca infelice e travagliata. La nazione che gli aveva dato i natali scivolava lentamente ma inesorabilmente verso la fascia economica delle nazioni di media povertà; sovente incalzati dalla miseria, gli uomini della sua generazione pativano comunque un'esistenza solitaria e astiosa. I sentimenti d'amore, di tenerezza e di umana fratellanza erano in gran parte scomparsi; nei loro mutui rapporti, i suoi contemporanei davano assai spesso prova di indifferenza e di crudeltà.
Al momento della sua scomparsa, Michel Djerzinski era unanimamente considerato un biologo di altissima levatura, e lo si riteneva un valido candidato al Nobel; ma l'effettiva portata della sua opera si sarebbe rivelata solo in seguito.
All'epoca di Djerzinski, la filosofia era spesso considerata priva di qualsiasi rilevanza di ordine pratico, ovvero di scopo. Eppure la visione del mondo più comunemente adottata in un dato periodo dai componenti di una data società è determinante tanto per l'economia quanto per la politica e per il costume di quella società.
Nella storia dell'umanità, le mutazioni metafisiche - ossia le trasformazioni radicali e globali della visione del mondo adottata dalla maggioranza - sono assai rare. L'avvento del cristianesimo ne è un valido esempio.
Appena prodottasi, la mutazione metafisica si sviluppa fino alle proprie estreme conseguenze, senza mai incontrare resistenza. Imperturbabile, essa travolge sistemi economici e politici, giudizi estetici, gerarchie sociali. Non esistono forze in grado di interromperne il corso - né umane né d'altro genere, a parte l'avvento di una nuova mutazione metafisica.
Non è del tutto esatto affermare che le mutazioni metafisiche investono unicamente società deboli, già sulla via del declino. All'avvento del cristianesimo, l'Impero romano era al culmine della propria potenza; perfettamente organizzato, esso dominava l'universo conosciuto; la sua superiorità tecnica e militare era senza eguali. Eppure, non aveva speranze. All'avvento della scienza moderna, il cristianesimo medievale costituiva un sistema completo di comprensione dell'uomo e dell'universo; serviva da base al governo dei popoli, produceva conoscenza e opere, decideva tanto la pace quanto la guerra, organizzava la produzione e la ripartizione delle ricchezze. Tutto ciò non riuscì a impedirne il tracollo.

© 1999, RCS Libri S.p.A.


L'autore
Michel Houellebecq è nato nel 1958 e ha alle spalle una formazione scientifica. Negli ultimi anni si è affermato nel panorama letterario francese. Ha pubblicato nel 1991 due scritti teorici, H.P. Lovecraft. Contre le monde, contre la vie e Rester vivant, nel 1994 un primo romanzo, Extension du domaine de la lutte, nel 1992 e nel 1998 due opere di poesia, La poursuite du bonheur e Le sens du combat, e nel 1998 una raccolta di saggi, Interventions. Il primo testo di Houellebecq apparso in Italia è la poesia La fessura, in Panta n.18 Amore in Versi.

 

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